L’Osservatorio

Finanza, in nero il 50 per cento degli affitti estivi

Proprietari di seconde e terze case per gli affitti nelle localita' di vacanza nel mirino della Guardia di finanza: dei 1.477 controlli svolti da meta' giugno a oggi, uno su due (753) ha portato al riscontro di irregolarita'. Nel dettaglio sono 902 le violazioni rilevate: in Puglia, Toscana e Lazio i casi piu' numerosi. Scoperti anche 4.126 venditori abusivi: persone che non hanno mai richiesto la licenza e i permessi ovvero esercenti che, seppur in regola con le autorizzazioni, non hanno mai comunicato al fisco l'avvio delle attivita' o non hanno mai installato gli apparecchi per l'emissione dello scontrino. A Pescara le Fiamme gialle hanno scoperto un'evasione immobiliare da 350 mila euro realizzata da 20 persone che affittavano in "nero" appartamenti e B&B ai turisti. Ad una societa' sono state contestate operazioni in evasione d'imposta per complessivi 150 mila euro. A Torino i militari del Corpo hanno individuato un B&B abusivo a due passi dal centro storico, pubblicizzato online come una dimora ottocentesca in stile "barocco": il complesso, oltre a non avere le necessarie autorizzazioni, era diventato un centro di smercio di borse e scarpe di brand di lusso contraffatti ed ospitava uno studio medico abusivo di massofisioterapista. A Nocera Terinese (Catanzaro) e Bisceglie (Barletta) due stabilimenti balneari sono stati trasformati in discoteche a cielo aperto completamente abusive. A Napoli, sul litorale di via Coroglio, sono stati sequestrati due lidi 'fantasma' che occupavano illegalmente un'area demaniale marittima di 1.500 metri quadrati, esercitando attivita' di noleggio di sdraio, lettini, tavoli e sedie e vendita di alimenti

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Istat, ordini in calo per l’industria a luglio

Nuovo stop a luglio per il fatturato e gli ordinativi dell'industria secondo i dati pubblicati dall'Istat. Le vendite hanno registrato un calo dell'1% rispetto a giugno (mese nel quale si era già verificato uno stop, -0,3%)), mentre gli ordini hanno registrato un arretramento del 2,3%, dopo la flessione dell'1,5% registrata a giugno. Su base tendenziale il fatturato cresce del 2,9% su luglio 2017 (dato corretto per i giorni lavorativi) mentre nei primi 7 mesi 2018 (dati grezzi) l'avanzamento è del 4,8% sullo stesso periodo del 2017. Nei primi 7 mesi aumentano anche gli ordini (+4,3%). Guardando ai dati tendenziali grezzi il fatturato è aumentato a luglio del 6,2% mentre gli ordinativi sono aumentati del 2,8% con una percentuale maggiore per gli ordini interni (+4%) rispetto a quelli dall'estero (+1%). Oggi è stata diffusa anche la nota congiunta sul mercato del lavoro messa a punto da Istat, Inps, Inail, ministero del Lavoro e Anpal secondo la quale nel secondo trimestre c'è stata una "significativa crescita" dell'occupazione e un calo della disoccupazione e dell'inattività.

Secondo l'Istat guardando all'intera offerta di lavoro (sia dipendente che autonoma) nel secondo trimestre gli occupati sono cresciuti di 387.000 unità su base tendenziale (dati grezzi) e di 2013.000 unità sul trimestre precedente (dati destagionalizzati) mentre il tasso di occupazione è al 58,7% e torna ai livelli pre-crisi sfiorando il valore massimo del secondo trimestre 2008 (58,8%). La situazione però resta incerta (a luglio si è registrato un calo di occupati di 28.000 unità su base mensile ma con -44.000 dipendenti permanenti) e i sindacati hanno scritto al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi di Maio per chiedere un "incontro urgente" sulle questioni del mercato del lavoro a partire dagli ammortizzatori sociali. "É urgente - affermano i sindacati - che si superi la logica degli interventi a spot, per avviare un confronto sistemico sulle emergenze che gravano sul mondo del lavoro. Nelle prossime settimane migliaia di lavoratori vedranno terminare la copertura garantita dai loro ammortizzatori sociali, senza che, nel frattempo, siano ripartiti adeguati investimenti e processi di riorganizzazione e riconversione produttiva. Occorre aprire subito un confronto per risolvere tale situazione, a partire dal superamento delle rigidità delle attuali norme che regolano gli ammortizzatori sociali"

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Lavoro, cresce l’occupazione nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre 2018 l'occupazione è significativamente in crescita sia rispetto al primo trimestre sia a livello tendenziale, in leggera accelerazione rispetto al trimestre precedente. E' quanto emerge dall'ottava Nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell'occupazione relativa al secondo trimestre 2018 che l'Istat, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, l'Inps, l'Inail e l'Anpal pubblicano oggi in contemporanea sui rispettivi siti web. Il tasso di occupazione destagionalizzato è risultato pari al 58,7%, in notevole crescita (+0,5 punti percentuali) rispetto al trimestre precedente, l'aumento interessa tutte le classi di età (anche a livello tendenziale). L'indicatore supera di oltre tre punti il valore minimo del terzo trimestre 2013 (55,4%), tornando ai valori pre-crisi e sfiorando il livello massimo del secondo trimestre del 2008 (58,8%). Le dinamiche del mercato del lavoro si sono sviluppate, si legge nella Nota, in un contesto di lieve rallentamento della crescita del Pil (+0,2% in termini congiunturali e +1,2% su base annua) rispetto al ritmo registrato nei due trimestri precedenti; l'input di lavoro misurato in termini di Ula (Unità di lavoro equivalenti a tempo pieno) registra una dinamica più rapida di quella del Pil a livello congiunturale (+0,4%) e più lenta su base tendenziale (+0,9%). 

 Nel secondo trimestre - continua la Nota congiunta Istat, Inps, ministero del Lavoro, Inail e Anpal - l'aumento congiunturale delle posizioni lavorative dipendenti riguarda sia le posizioni a tempo indeterminato (+53 mila) sia quelle a tempo determinato (+34 mila). Se le prime crescono per il secondo trimestre consecutivo, a ritmi più accentuati per un aumento delle trasformazioni, le posizioni a termine aumentano ininterrottamente dal secondo trimestre 2016. Secondo i dati tendenziali delle CO l'incidenza delle attivazioni a tempo determinato è pari all'80,3%, in aumento rispetto al 78,2% registrato nel secondo trimestre del 2017. In termini di saldi tra attivazioni e cessazioni, su base annua e a ritmi meno intensi, l'aumento del lavoro dipendente a tempo determinato continua per il nono trimestre consecutivo (+361 mila). Questi segnali si confermano per le imprese industriali e dei servizi che mostrano, secondo la fonte Inps-Uniemens che include il lavoro in somministrazione e a chiamata, un nuovo incremento del tempo determinato (+335 mila su base annua). Contestualmente, le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano una crescita nei dati sia delle CO (+64 mila posizioni) sia dell'Inps (+57 mila posizioni). 

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Entrate tributarie in crescita del 2 per cento

Le entrate tributarie e contributive nei primi sette mesi del 2018 evidenziano nel complesso un incremento del 2,0% (+ 7.680 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. Lo rileva il Mef nel Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive nel periodo gennaio-luglio 2018. Il dato - si legge in una nota - tiene conto dell’aumento dello 0,9% (+ 2.361 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del 4,1% (+ 5.319 milioni di euro). L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, e integra il dato già diffuso il 6 agosto scorso.

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Cgia: con Pil inferiore alle attese peso del fisco in aumento

Con il Pil in frenata, rispetto alle previsioni elaborate dai principali istituti economici qualche mese fa, "già da quest'anno la pressione fiscale sui contribuenti italiani è destinata a crescere". Lo sostiene una ricerca dell'Ufficio Studi della Cgia di Mestre. "Per la conferma, comunque, dovremo attendere la pubblicazione della nota di aggiornamento al Def prevista entro il prossimo 27 settembre" ha dichiarato il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo. "In effetti - ha aggiunto - a seguito del rallentamento del Pil, è molto probabile che nel 2018 la pressione fiscale sarà superiore al 42,2 per cento previsto a inizio anno. Se dovesse tornare a salire addirittura oltre il risultato conseguito nel 2017, invertiremmo la tendenza che era iniziata nel biennio 2012-2013, anni in cui la pressione fiscale nazionale aveva toccato il record storico del 43,6 per cento". Tra le imposte che gravano maggiormente sui contribuenti italiani ricordiamo quelle sul reddito (Irpef e addizionali comunali/regionali Irpef) che alleggeriscono le tasche delle persone fisiche (lavoratori autonomi, lavoratori dipendenti, pensionati, etc.) per circa 186,5 miliardi di euro all'anno. Anche le società di capitali (Spa, Srl, etc.) sono sottoposte ad un prelievo sul reddito (Ires) significativo che vale circa 34 miliardi di euro all'anno.

 

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L’Alzheimer affligge oltre 600mila italiani

L'Alzheimer affligge oltre 600mila italiani e i loro familiari. Per sconfiggere la malattia ci si affida alla ricerca e a diagnosi precoci sempre piu' precise, ma la lotta per ridare dignita' ai malati e aiutarli a riconquistare la propria quotidianita', oggi passa anche dalla tecnologia e dai social, a partire dai chatbot, "assistenti virtuali" che si avvalgono dell'intelligenza artificiale a supporto delle persone affette da demenze. Di questi temi si e' discusso al Ministero della Salute, in occasione della conferenza stampa "Alzheimer , non perdiamolo di vista", organizzata da Italia Longeva, la Rete nazionale di ricerca sull'invecchiamento e la longevita' attiva del Ministero della Salute, sostenitore del progetto "Chat Yourself", il primo chatbot per i malati prodromici di Alzheimer (@chatyourselfitalia)

 "Per l'Italia, Paese piu' vecchio al mondo con il Giappone, le demenze rappresentano un problema medico-sociale ogni giorno piu' grande - ha dichiarato Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva -. Cio' vale in particolar modo per l' Alzheimer , senza dubbio la forma di demenza piu' prepotente e violenta, sia sotto il profilo epidemiologico, sia per l'impatto sulla qualita' di vita dei pazienti e dei loro familiari. Questa patologia oggi interessa quasi il 5% degli over-65, ma secondo le proiezioni elaborate dall'ISTAT per Italia Longeva, nel 2030 la percentuale si triplichera' e saranno colpiti dalla malattia ben oltre 2 milioni di pazienti, in prevalenza donne. In attesa di cure efficaci contro l' Alzheimer , una strada percorribile nelle prime fasi dopo la diagnosi e' quella di sfruttare le risorse della tecnologia. Chat Yourself e' nato con questo obiettivo: contenere il danno provocato dalla malattia, affiancando all'impegno dei propri cari un aiuto concreto a ricordare", ha concluso Bernabei.

L'Alzheimer comporta un lento e progressivo decadimento delle funzioni cognitive, dovuto all'azione di due proteine, la Beta-amiloide e la proteina Tau, che si accumulano nel cervello causandone la morte cellulare. "Evidenze scientifiche ci dicono che l'attacco ai neuroni ed ai circuiti nervosi inizia almeno 15-20 anni prima della comparsa dei 'tipici' disturbi della memoria. Questo perche' nel nostro cervello c'e' un numero enorme di cellule, circuiti e sinapsi "di riserva" in grado di sostituire quelli danneggiati o distrutti dalla malattia, fino a quando non si arriva a una soglia limite, superata la quale il meccanismo degenerativo diventa inarrestabile - ha spiegato Paolo Maria Rossini, Direttore Area Neuroscienze, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS-Universita' Cattolica, Roma -. il limite dei trattamenti terapeutici sin qui tentati e' stato proprio quello di essere somministrati in presenza di una sintomatologia gia' conclamata corrispondente ad una fase di malattia in cui le riserve plastiche del cervello sono esaurite. In sostanza, come voler curare il cancro in un paziente plurimetastatico. Per questo motivo, gli sforzi della ricerca sono sempre piu' tesi a individuare le cratteristiche prodromiche, precocissime e spesso visibili solo con l'ausilio di esami strumentali, cosi' da intervenire il prima possibile con trattamenti specifici e supporti tecnologici"

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Aumenta in Europa l’aspettativa di vita e si riduce la mortalità prematura

Aumenta in Europa l'aspettativa di vita e si riduce la mortalità prematura, tuttavia il fumo, l'alcol, il sovrappeso e l'obesità, oltre al calo della copertura vaccinale, stanno rallentando il progresso dello stato di salute in certi Paesi dell'Ue. Sono i risultati dell'ultima edizione dell'European Health Report (Relazione sullo stato di salute in Europa) che verrà formalmente presentata nel corso della 68esima riunione del Comitato regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Europa che si terrà a Roma dal 17 al 20 settembre. A fare il punto in una conferenza stampa congiunta per presentare l'evento sono state oggi Zsuzsanna Jakab, Direttore Regionale OMS Europa ed il ministro della Salute, Giulia Grillo. "Il documento European Health Report ci illustra che la maggior parte dei Paesi in Europa ha mosso passi importanti per allinearsi ai criteri di Salute 2020, muovendosi dunque nella direzione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile legati alla Salute", afferma Zsuzsanna Jakab sottolineando che "il miglioramento è notevole ma non omogeneo, sia tra Paesi che all'interno degli stessi. E' imperativo che si collabori tutti per riuscire a mantenere l'impegno espresso nel 2015 attraverso gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per garantire che la salute sia di tutti". Dunque, i cittadini europei vivono un anno in più rispetto a cinque anni fa. Però, permane un divario di oltre dieci anni tra i valori più alti e quelli più bassi in quanto ad aspettativa di vita tra i Paesi della regione europea dell'Oms. Ed ancora: il numero di morti per tutte le cause e per tutte le età è diminuito del 25% dall'anno 2000 e, complessivamente, la regione europea sta superando l'obiettivo dell'1.5% di riduzione annuale delle morti premature causate da malattie cardiovascolari, cancro e diabete fino al 2020.

Tuttavia, avverte l'Oms, "sussiste il rischio concreto che tali margini guadagnati vadano vanificati se proseguirà l'andamento al rialzo in termini di percentuali di obesità, fumo e consumo di tabacco, oltre al calo dei dati inerenti alla copertura vaccinale". I risultati dello studio forniranno una fotografia più precisa di quelli che sono le condizioni e i bisogni dei cittadini europei, rafforzando gli strumenti preposti alla formulazione di nuove politiche. I dati scientifici emersi, rileva l'Oms, saranno dunque il cuore del dibattito che si terrà a Roma la prossima settimana. Il Comitato regionale dell'Oms Europa si riunirà per la prima volta quest'anno a Roma con la partecipazione di oltre 400 alti funzionari (Ministri della Sanità e decisori politici) in rappresentanza dei 53 Paesi facenti parte della regione europea dell'OMS. L'evento traccerà un bilancio di quanto è stato raggiunto dei termini indicati nel quadro "Salute 2020" e di quali priorità vadano delineate, politicamente, per promuovere la salute e per mantenersi in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030. 

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Coldiretti, il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi

Dai mercati ai supermercati, fino ai ristoranti, il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nel 2017, con attività che riguardano l’intera filiera del cibo. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’operazione del comando provinciale dei carabinieri di Latina che ha disarticolato un gruppo criminale che esercitava un potere intimidatorio di tipo mafioso per monopolizzare i trasporti da e per il mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof), tra i più importanti a livello nazionale. Le mafie - spiega la Coldiretti - condizionano il mercato agroalimentare stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del vero o falso Made in Italy e lo sviluppo ex novo di reti di smercio al minuto. "In questo modo la malavita si appropria - conclude la Coldiretti - di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy". Mettendo le mani sul comparto alimentare le mafie hanno infatti la possibilità di affermare il proprio controllo sul territorio. Potendo contare costantemente su una larghissima e immediata disponibilità di capitale e sulla possibilità di condizionare parte degli organi preposti alle autorizzazioni e ai controlli, si muovono con maggiore facilità rispetto all’imprenditoria legale.

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Un milione di cinghiali in giro per l’Italia

Sarebbero un milione i cinghiali in tutta Italia, secondo quanto afferma la Coldiretti a seguito delle numerose segnalazioni di branchi di cinghiali ricevute sulla Cassia a Roma e nel quartiere San Paolo di Bari. Raddoppiati negli ultimi dieci anni "distuggono i raccolti, sterminano animali allevati, causano incidenti per danni stimati in centinaia di milioni di euro nell'ultimo decennio, senza contare i casi in cui ci sono state purtroppo anche vittime" conclude nella nota la Coldiretti, che sottolinea come non sia più una questione solo di risarcimenti ma un "un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con la dovuta decisione"

 

immagine di repertorio

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L’Italia ha uno dei più bassi tassi di occupazione dei giovani laureati

Un paese sostanzialmente fermo, dove l'accesso all'istruzione continua a essere facilitato per chi ha genitori laureati, in cui i Neet sono il doppio che altrove, in cui l'università non si è aggiornata negli anni della crisi fornendo sbocchi lavorativi e in cui i professori sono anziani e poco pagati. E' la fotografia scattata dall'Ocse con la ricerca annuale 'Education at a glance', un evento organizzato con l'associazione TreeLLLe ed ospitato dalla Luiss. L'Italia ha uno dei più bassi tassi di occupazione dei giovani laureati. Il numero di italiani che studia all'estero per laurearsi è aumentato del 36% in soli 3 anni; nel frattempo il numero di studenti stranieri iscritti all'università in Italia è aumentato solo del 12%. Tra le anomalie, contrariamente agli altri Paesi, il tasso di occupazione dei giovani laureati in Italia è molto inferiore a quello dei laureati intorno ai 60 anni. Inoltre le competenze trasmesse dall'università non sembrano ricercate dalle imprese

I giovani Neet (che non studiano, non lavorano e non cercano impiego) corrispondono al 30% dei 20-24enni, contro il 16% della media Ocse, ma con variazioni regionali fortissime che vanno dal 12 al 38% per la classe di età tra i 15 e i 29 anni. La quota Neet tra le donne aumenta molti tra i 25 e i 29 anni.

Gli insegnanti italiani continuano a essere tra i più anziani nel panorama internazionale (il 58% ha più di 50 anni). I loro stipendi sono inferiori alla media Ocse. Infine l'Italia è uno dei Paesi che prevede il più alto compenso retributivo per i dirigenti scolastici rispetto agli insegnanti.

Dalla ricerca emerge che solo il 24% dei bimbi 0-3 anni frequenta asili nido, contro il 35% della media Ocse. I bambini hanno maggiori probabilità di frequentare i servizi per la prima infanzia se provengono da un ambiente socioeconomico avvantaggiato e quando le loro madri hanno conseguito un titolo di livello terziario. Solo il 19% degli adulti con genitori senza istruzione secondaria superiore ha superato il livello di istruzione dei genitori.

Se la partecipazione delle giovani donne laureate al mercato del lavoro è elevata, quasi come quella degli uomini, le giovani donne senza un laurea hanno tassi si inattività molto più elevati rispetto agli uomini. Inoltre emerge che le retribuzioni medie delle donne sono inferiori a quelle degli uomini e il divario aumenta per le donne laureate. Una percentuale maggiore di donne ha conseguito la laurea rispetto agli uomini.

Gli adulti nati all'estero hanno in media un livello di istruzione inferiore agli adulti nati in Italia. In Italia, tra le persone con un titolo di studio inferiore al grado secondario superiore, quelle nate all'estero hanno una maggiore probabilità di trovare un lavoro rispetto agli autoctoni. Come in molti altri Paesi Ocse, gli adulti laureati nati all'estero hanno però molte meno probabilità di trovare un lavoro rispetto agli autoctoni o agli adulti nati all'estero arrivati entro i 15 anni. + più probabile che chi è nato all'estero guadagni meno degli autoctoni, indipendentemente dal livello d'istruzione. In Italia si stabiliscono soprattutto immigrati scarsamente qualificati che competono con gli italiani senza titolo di studio sul mercato del lavoro. Contrariamente agli altri paesi, gli immigrati laureati in Italia occupano lavori meno qualificati.

I maggiori divari regionali si riscontrano tra i 20-29enni: i tassi di scolarizzazione sono inferiori del 10% rispetto alla media nazionale in Basilicata, nella Provincia autonoma di Bolzano e nella Valle d'Aosta e raggiungono il 25% in altre cinque regioni del Paese (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Provincia autonoma di Trento e Toscana). Il tasso di occupazione è più nel Sud Italia e nelle Isole.

 

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