Politica

Febbo: in Abruzzo percentuale alta di riapertur

E' una percentuale "molto alta" quella tornata a lavoro anche in Abruzzo, nel primo giorno di fase 2, "sebbene sia fermo tutto il comparto del commercio, tranne alcune filiere, e quello dell'artigianato", come spiega alla redazione di "Sos Coronavirus. La Regione in ripartenza", l'assessore allo Sviluppo economico, Mauro Febbo, che annuncia l'intenzione di voler riaprire alcune attività che "rappresentano intere filiere, con numeri più importanti perfino della più grande azienda abruzzese". Febbo si riferisce alle attività di "parrucchieri ed estetiste – parliamo di due o tre volte i dipendenti di Sevel, per i quali siano in attesa, entro questa settimana, del protocollo nazionale di sicurezza". In corso di verifica ci sono anche le misure per i bar e la ristorazione, mentre qualche "difficoltà si registra ancora per i balneatori. Entro questa settimana è fissato un incontro con i sindaci e con la Capitaneria di porto. C'è ancora tempo fino al 1 giugno ma dobbiamo fare in fretta". L'assessore Febbo ha commentato "non positivamente" l'assembramento visto negli ultimi giorni in alcune città abruzzesi "“ma mi pare che lo stesso sia accaduto a Bari o alla stessa Roma". Secondo Febbo anche "le decisioni sulle riaperture annunciate dal Governo hanno disorientato e creato attese dalle conseguenze con corrette. Certo è che ancora una volta ci appelliamo al senso civico e al senso di responsabilità di ciascuno: dobbiamo evitare che ci sia un nuovo innalzamento della circolazione del virus e scongiurare un nuovo lockdown, questa volta sì, disastroso per la nostra economia". 

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Ricostruzione, slitta la riapertura dei cantieri

 I cantieri della ricostruzione all'Aquila e nel cratere del sisma non riapriranno il 4 maggio prossimo con l'avvio della fase 2 della emergenza coronavirus come invece era stato annunciato dal sindaco dell'Aquila, Pierluigi Bondi, a causa dell'ordinanza con cui dispone, oltre alle misure di sicurezza, l'obbligo di tamponi alle maestranze. A determinare pero' il rinvio soprattutto una nota ufficiale dell'ordine degli ingegneri della provincia dell'Aquila che ha contestato competenze e responsabilita' sulla sicurezza nei cantieri attribuite nella ordinanza, impedendo di fatto alle poche imprese pronte di riprendere i lavori. In quello che viene definito il cantiere piu' grande d'Europa operano circa 4.200 addetti. 

Il rinvio e' maturato in seguito al caos normativo ed organizzativo, legato all'impossibilita' di fare test in cosi' poco tempo, innescato dal provvedimento del sindaco e dalle roventi polemiche politiche contro l'ordinanza divampate in un territorio che, essendo tra i meno colpiti d'Italia e da giorni a contagio zero, ha espresso il timore per il ritorno di migliaia di operai provenienti da fuori citta' e fuori regione. Addetti non tutti soggetti ai tamponi perche' operanti anche negli altri comuni del cratere.

"Sara' una ripartenza molto graduale e contingentata, sara' effettiva nel giro di un mese - spiega il presidente dell'Ance della provincia dell'Aquila, Adolfo Cicchetti, -. E si ripartira' prima con le maestranze locali che potranno fare i tamponi all'istituto zooprifilattico sperimentale Abruzzo e Molise con il quale oggi abbiamo firmato un protocollo per i test ad addetti delle nostre imprese che operano al 30 per cento della ricostruzione post terremoto"

L'intesa prevede 500 tamponi e test sierologici al giorno con i risultati consegnati in massimo 36 ore: l'operazione, finanziata dai costruttori che poi chiederanno il ristoro delle somme alle stazioni appaltanti, si svolgera' presso il presidio sanitario di Collemaggio dove saranno montati gazebo e dove i prelievi saranno effettuati da personale messo a disposizione dalla Asl dell'Aquila. In tal seno, lunedi' e' previsto un incontro tra i costruttori e il direttore generale, Roberto Testa.

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Ricostruzione, Pezzopane: ulteriori norme per la semplificazione e per il personale

"Le nuove ed importanti quattro ordinanze approvate dal Commissario Legnini danno il senso di marcia che Governo e Parlamento vogliono dare alla ricostruzione del cratere 2016/17. Ho combattuto per cambiare le precedenti norme bloccanti e da relatrice del Decreto sisma mi sono battuta con i colleghi della maggioranza perche' il governo condividesse tra le tante buone cose, gli articoli 3 e 3 bis, che hanno determinato questa svolta e che sono la base di queste ottime ordinanze". Lo afferma Stefani Pezzopane (Pd) relatrice alla Camera al decreto Sisma. "L'attivazione dell'autocertificazione e l'individuazione delle aree complesse su cui attuare le semplificazioni - prosegue Pezzopane - produrra' effetti importanti. Per i Comuni piu' danneggiati, individuati dal Commissario (Campotosto, Capitignano e Montereale in Provincia dell'Aquila e Valle Castellana, Cortino e Torricella Sicura in Provincia di Teramo), ci sono le norme di ulteriore semplificazione per sbloccare una situazione inaccettabile, che abbiamo voluto superare con il Decreto Sisma. E finalmente i 200 nuovi operatori della ricostruzione previsti, vengono assunti. Nei prossimi decreti ci saranno ulteriori norme per la semplificazione e per il personale. Ci lavoriamo con il Governo, con il Commissario ed in Parlamento. In stretto contatto con i Sindaci e le associazioni di categoria. La drammatica emergenza sanitaria e l'avvio della Fase 2 devono vederci pronti e determinati ad andare avanti. Ripresa economica e ricostruzione devono accompagnarsi l'una con l'altra", conclude Pezzopane

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Aperture, Marsilio respinge le critiche sulle ordinanze

 "In Abruzzo non avviene nulla di 'eversivo' ne' di 'pericoloso'. D'altronde, dopo giorni e giorni che i governatori delle Regioni sono stati messi sul banco degli imputati perche' 'rei' di 'sfidare' il Governo 'buono e coscienzioso', e' stato lo stesso Ministro Boccia (Pd) a riconoscere che il 95% delle disposizioni emanate sono coerenti con i decreti del Governo". Lo afferma il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio dopo le polemiche di ieri sulla riapertura a Pescara.

"Il clamore del Pd e del M5S abruzzese contro le ordinanze del Presidente Marsilio cozza con le decisioni similari prese da altri presidenti di Regione a guida Pd e 'fedeli' al Governo Conte. Basta leggere le cronache di come i cittadini pugliesi (con il lungomare di Bari 'preso d'assalto') e toscani hanno trascorso la giornata del primo maggio passeggiando o andando a pesca. Giusto per fare qualche esempio: anche in Puglia sono stati consentiti interventi di sistemazione, manutenzione e pulizia delle attivita' ricettive all'aperto, non solo quindi delle spiagge; un'ordinanza del presidente Emiliano ha riavviato le attivita' di bar, pub ristoranti e gelaterie, mantenendo come in Abruzzo il divieto di consumo in loco; ha disposto l'attivita' di toelettatura degli animali, la manutenzione delle imbarcazioni, l'accesso ai cimiteri. La Regione Marche, una delle prime zone rosse del centro Italia a causa dei focolai, ha emesso un'ordinanza che consente le attivita' di asporto e l'apertura dei negozi di alimentari anche nei giorni di domenica. Anche nelle Marche e' consentita la manutenzione delle barche, lo spostamento per attivita' motorie all'aria aperta anche con bicicletta, la pesca sportiva compresa le attivita' subacquee sia in acque interne sia in mare. Il Segretario nazionale del Pd, Zingaretti, consente nella Regione Lazio l'asporto dei cibi, la manutenzione dei natanti, dei campeggi e degli stabilimenti non diversamente dall'Abruzzo: ma evidentemente per il Pd abruzzese quello che e' vietato 'ordinare' a Marsilio e' invece consentito e benedetto se lo fanno Zingaretti o Bonaccini, che in Emilia Romagna si appresta a riaprire anche le biblioteche e revoca misure restrittive a Piacenza. Quello che e' 'pericoloso' in Abruzzo diventa 'sano' nelle rosse Emilia e Toscana o nella Capitale", conclude la nota di Marsilio. 

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Masci: non vi erano assembramenti di persone a Pescara

"C'era gente sulla riviera ma devo dire che non vi erano assembramenti di persone e il distanziamento sociale era rispettato. Noi dobbiamo calcolare che sulla riviera e in prossimita' della riviera di Pescara vivono almeno 60mila persone che per 53 giorni sono state chiuse in casa anche perche' io come sindaco ho fatto ordinanze piu' restrittive, ma non potevo continuare a costringere i cittadini a casa se potevano, attraverso i Decreti Conte uscire sotto casa e farsi una passeggiata". Queste le parole del primo cittadino di Pescara Carlo Masci in merito alla presenza massiccia della popolazione nella giornata di ieri sulla riviera del capoluogo adriatico.

"Le riviere sono state sempre aperte, chiuse solo due giorni a Pasqua e il 25 aprile e dovevano essere chiuse il 1°maggio, ma questo provvedimento ho ritenuto di non doverlo fare perche' non volevo costringere i pescaresi a subire una ulteriore chiusura prevista solo per Pescara quando il Decreto Conte prevedeva di uscire sotto casa per fare una passeggiata. Dobbiamo capire che comunque bisognera' tornare pian piano ad una vita quasi normale - ha sottolineato - rispettando il distanziamento sociale ed evitando gli assembramenti perche' questo e' il messaggio che ci arriva dal Governo. Vorrei ricordare che le ordinanze fatte da questo Comune in questi 53 giorni sono state tutte piu' rigide rispetto a quelle del Governo perche' dovevamo tutelare la salute dei cittadini della nostra citta'. Oggi che i dati ci confortano ci allineiamo alle prescrizioni e indicazioni del Governo Conte. Ora siamo al punto di svolta perche' come noto fra due giorni partira' la fase 2", conclude Masci. 

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Primo maggio, De Martinis: a Montesilvano è andata bene

"A Montesilvano e' andata bene. Ho notato che c'e' senso civico. Contrariamente a quanto accaduto a Pescara, le persone non si sono riversate sul lungomare e sulla strada parco. Non ci sono stati assembramenti e questo fa ben sperare anche per i prossimi giorni. Le persone hanno il desiderio di ripartire, ma hanno percepito il pericolo". Cosi' il sindaco di Montesilvano, Ottavio De Martinis, a proposito del primo maggio e delle polemiche sulle tante persone a passeggio. 

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Coronavirus, i sindaci del Pd Abruzzo attaccano la Regione sulle ordinanze

Il coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Pd attacca la Regione Abruzzo che ha emanato "ben tre ordinanze senza averle concertate con nessuna rappresentanza dei sindaci, anticipando le disposizioni dell'ultimo provvedimento del Governo che entrera' in vigore lunedi' 4 maggio". Per sindaci e amministratori del Pd, si tratta "di una condotta pericolosa che genera confusione nei cittadini e costringe le amministrazioni locali a dare chiarimenti e risposte su qualcosa che si e' visto calare dall'alto senza nessuna condivisione preliminare. E' un fatto molto grave che, in una fase nella quale e' necessario mantenere una linea comune e dare segnali univoci alla popolazione"

"D'altra parte, da chi rivendica attenzione al lavoro delle forze dell'ordine ci si aspetterebbe altro. Le ordinanze regionali mettono in grande difficolta' chi deve esercitare i controlli. C'e' inoltre un aspetto giuridico: queste misure appaiono illegittime alla luce degli atti del Governo che giustificano solo misure piu' restrittive. Il Coordinamento dei sindaci e degli amministratori del Partito Democratico abruzzese - prosegue la nota - chiede la revoca immediata di queste decisioni e di aprire un tavolo permanente di confronto con le amministrazioni locali con le quali condividere i passaggi e le decisioni che inevitabilmente coinvolgono i territori". 

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Legnini chiede norme per lo sviluppo dei territori colpiti dagli eventi sismici

"Chiediamo al governo una norma per sostenere l'economia e lo sviluppo dei territori colpiti dagli eventi sismici": cosi' il commissario alla ricostruzione, Giovanni Legnin, ha spiegato "l'importanza di sostenere queste zone che gia' vivevano in uno stato di emergenza prima del terremoto, per via dello spopolamento e di un progressivo impoverimento". "Vorremmo introdurre - ha spiegato Legnini in videoconferenza stampa - una misura stabile per sostenere le attivita' produttive, il turismo, la cultura, le infrastrutture digitali cosi' che questi territori ritornino o abbiamo strumenti per attrarre o trattenere persone". Il modello di riferimento - ha detto il commissario - "e' quello del 4% introdotto nel cratere sismico dell'Abruzzo, cioe' svincolare una quota delle risorse per la ricostruzione pubblica per alimentare programmi annuali e stabili nel tempo".

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Sclocco: chiederemo i danni al nostro sindaco

"Se si registreranno nuovi contagi, i cittadini di Pescara potranno chiedere i danni alla Regione e al Comune, e anche noi chiederemo i danni al nostro sindaco, che dovra' rassegnare le dimissioni". Lo ha detto Marinella Sclocco, della lista Per Sclocco sindaco, questa mattina in video-conferenza stampa insieme agli altri consiglieri comunali del centrosinistra a Pescara, Francesco Pagananelli, Giovanni Di Iacovo, Piero Giampietro, Giacomo Cuzzi, Stefania Catalano e Mirko Frattarelli, in merito ai presunti assembramenti che si sarebbero registrati nella giornata di ieri in seguito alle ordinanze emanate dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Pescara in materia di spostamenti. "Ci auguriamo che i contagi non aumentino - conferma Francesco Pagnanelli, consigliere comunale del Pd - ma qualora dovesse accadere, ci troveremmo costretti a chiedere le dimissioni del sindaco e a convocare un Consiglio comunale straordinario, in quanto la tutela della salute pubblica deve essere il primo obiettivo di un sindaco e di un'amministrazione"

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Salvini loda l’amministrazione di Pianella

"Bar e ristoranti chiusi dal governo? A Pianella l'amministrazione comunale della Lega ha cancellato le tasse per l'occupazione di suolo pubblico e stornato quella dei rifiuti a tutte le categorie che hanno subito lo stop da coronavirus. Non solo: la Tari e' stata congelata per tutti con l'auspicio che il governo si decida a fare la propria parte. E' un aiuto concreto, dopo le troppe chiacchiere di Conte, Pd, 5Stelle e Renzi. Orgogliosi dei nostri amministratori". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini. 

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