L’Osservatorio

Con aumento Iva consumi giù dello 0,2 per cento

"Lo scenario programmatico" del Def "incorpora l'ipotesi dell'introduzione delle clausole di salvaguardia a partire da gennaio 2020. La stima contenuta nel quadro appare compatibile con un scenario di non pieno passaggio dell'aumento dell'Iva sui prezzi. L'incremento dei prezzi porterebbe a un effetto depressivo sui consumi che, nel quadro delineato, potrebbe essere nell'ordine di 0,2 punti percentuali". Lo stima l'Istat come ha spiegato il presidente Gian Carlo Blangiardo in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato

Il presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo, nel corso dell'audizione sul Def nelle commissioni congiunte Bilancio di Senato e Camera, in merito al rilancio degli investimenti, ha sottolineato come "i provvedimenti simulati riferiti al ripristino dei super-ammortamenti e alle modifiche della mini-Ires sono attesi generare una riduzione del prelievo fiscale per le imprese pari a 2,2 punti percentuali". 

 "Sotto l'ipotesi che l'aumento del deflatore dei consumi privati tra il 2019 e il 2020 indicato nel quadro programmatico del DEF sia interamente attribuibile all'introduzione delle nuove aliquote - ha precisato Blangiardo - la variazione di 1,3 punti percentuali è compatibile con una percentuale di traslazione compresa tra il 60 e il 70%".

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Istat: moderato progresso dello sviluppo sostenibile

L'Italia mostra un moderato progresso nel raggiungimento degli obiettivi dell'agenda 2030 adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, ma con forti differenze tra nord e sud. Nel quinquennio 2012-2017 l'Istat rileva "lievi miglioramenti" per una serie di obiettivi tra cui cibo e agricoltura, istruzione, parita' di genere, energia sostenibile ma peggioramento per gli obiettivi legati alla salute, alla vita nelle citta' e al rispetto del territorio. "Oggi presentiamo il rapporto Sdgs 2019 sugli indicatori dello sviluppo sostenibile - ha spiegato il presidente dell'Istat Giancarlo Blangiardo - cio' che viene proposto oggi e' in continua evoluzione perche' l'obiettivo dell'agenda 2030 e' quello di far si' che nessuno resti indietro".

Il presidente ha ricordato che gli obiettivi declinati sono 17 e 169 i sotto obiettivi: secondo il rapporto Istat, la geografia dello sviluppo sostenibile vede il Nord in una situazione prevalentemente piu' favorevole rispetto al resto del paese; tra le aree dove la situazione e' piu' avanzata emergono le province autonome di Trento e Bolzano, la Valle d'Aosta, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna. La piu' alta concentrazione di indicatori nell'area di difficolta' si riscontra in Sicilia, Calabria e Campania. Il Lazio sembra piu' simile all'Abruzzo che le altre regioni della ripartizione centrale. Sul fronte della poverta', l'Istat sottolinea elementi di problematicita' non solo al Mezzogiorno ma anche in Liguria, Valle d'Aosta e Piemonte. 

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Bankitalia: Nuovo record del debito,a 2.363,7 miliardi

Il debito pubblico italiano tocca un nuovo record e, come se non bastasse, viene rivisto al rialzo. La Banca d'Italia calcola a febbraio un monte del debito in leggero aumento a quasi 2.363,7 miliardi di euro da 2.363,5 miliardi di gennaio. Ma, soprattutto, l'ultima revisione di criteri per il calcolo del Pil da parte dell'Istat costringe via Nazionale a una correzione. A fine 2018 vengono aggiunti 5,3 miliardi in più rispetto a quanto comunicato in precedenza, con il livello del debito che sale al 132,2% del Pil, contro il 132,1% stimato in precedenza.Vengono inoltre corretti i livelli di debito del 2017, in aumento di 5,5 miliardi di euro, e del 2016, all'insù di 0,8 miliardi. "Le revisioni riflettono principalmente l'ampliamento del perimetro delle Amministrazioni pubbliche definito dall'Istat in accordo con l'Eurostat", spiega palazzo Koch. Da Bankitalia fanno anche sapere che la questione sarà approfondità giovedì, quando è atteso il Bollettino economico degli esperti dell'istituto centrale guidato dal governatore Ignazio Visco, che comunicheranno la loro visione della congiuntura e potrebbero aggiornare le prospettive di crescita. Intanto Bankitalia rende noti i risultati del sondaggio, condotto tra il 27 febbraio e il 20 marzo scorsi, sulla situazione economica generale per le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti. I giudizi delle aziende sull'economia sono rimasti "nel complesso negativi, sebbene in misura meno marcata rispetto alla rilevazione di dicembre". Infatti, se "le attese a breve sulle proprie condizioni economiche sono divenute meno sfavorevoli" per le migliori valutazioni sull'accesso al credito e la minore incertezza da "fattori economici e politici", questo insieme di problemi "continua a costituire il principale ostacolo" all'attività delle imprese stesse. Inoltre le valutazioni sull'andamento corrente della domanda sono nuovamente peggiorate sia per la componente interna sia per quella estera, mentre sono tornate a migliorare le aspettative a breve termine sulla domanda, soprattutto nella componente dell'export. Sul fronte inflazione, per i prossimi 12 mesi, le imprese dell'industria in senso stretto e dei servizi si attendono una dinamica dei propri prezzi meno sostenuta di quella appena realizzata, mentre le imprese di costruzione prospettano una crescita pressoché stabile dei listini. Più ottimismo, infine, sull'occupazione. Via Nazionale rileva che le attese sulle assunzioni sono favorevoli in tutti i comparti e anche nel settore edile il saldo è diventato positivo, portandosi sul valore più elevato da quando il settore è stato incluso nell'indagine all'inizio del 2013. 

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Lavoro, tra Bolzano e la Sicilia il divario in percentuale è del 35 per cento

Nella provincia autonoma di Bolzano gli occupati son il 79% della popolazione (tra i 20 e i 64 anni), in Sicilia appena il 44,1%: un abisso di 35 punti percentuali. Secondo il dossier AGI/Openpolis su dati Istat 2018, vi e' una forte discrepanza tra le regioni del Nord, tutte al di sopra della media del 63%, e quelle del Sud, che presentano i tassi di occupazione piu' bassi: Campania 45,3%, Calabria 45,6%, Puglia 49,4%. In Emilia Romagna, invece, la percentuale di occupati e' del 74,4%, nella Provincia di Trento del 73,6%, in Valle d'Aosta del 72,9% e in Lombardia del 72,6%. Rispetto al 2008, la situazione della Sicilia e della Calabria e' decisamente peggiorata (rispettivamente -4,2% e -2,7%); variazioni positive sono state registrate solo al Nord e in Toscana, con l'eccezione della Liguria (-0,2%). Le regioni settentrionali sono quindi uscite dalla crisi economica, mentre quelle del Mezzogiorno continuano a retrocedere. Rispetto all'obiettivo 2020 del 67%, l'occupazione dovrebbe crescere per l'intero territorio nazionale di 4 punti: ma se per Lazio (65,3%) eAbruzzo (62,2%) la meta puo' apparire raggiungibile, per le regioni meridionali la distanza e' nell'ordine di circa 20 punti percentuali. 

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Coldiretti: dolci fatti in casa per 6 famiglie su 10

Non solo uova e colombe, in quasi sei famiglie su dieci (59%) quest'anno c'è chi prepara in casa i dolci tipici della Pasqua nel rispetto delle tradizioni locali. E' quanto emerge dall'indagine Coldiretti/Ixe' che evidenzia un prepotente ritorno al fai da te rivolto soprattutto alla riscoperta delle ricette territoriali. Un fenomeno al centro dell'iniziativa della Coldiretti nel weekend alla vigilia della settimana Santa, tradizionalmente dedicata alla preparazione delle specialità pasquali, al Mercato di Campagna Amica in via San Teodoro 74 a Roma con la sfilata dei dolci tipici pasquali da Nord a Sud Italia con i consigli degli agrichef. La preparazione casalinga dei piatti tradizionali delle feste è infatti - sostiene la Coldiretti - una attività tornata ad essere gratificante per uomini e donne e all'interno delle mura domestiche si svolge il rito della preparazione di specialità alimentari caratteristiche della Pasqua e destinate spesso a rimanere solo un piacevole ricordo per tutto il restante periodo dell'anno. Sulle tavole degli italiani sono immancabili la Colomba che è scelta dal 70% delle famiglie a pari merito con l'uovo di cioccolato acquistati dagli italiani con una spesa rispettivamente di 170 e 250 milioni di euro, ma la tendenza è verso la ricerca di una maggiore genuinità. Se tra i più piccoli ad essere preferite sono le uova di cioccolato, per le persone adulte la Pasqua è - sottolinea la Coldiretti - una ghiotta occasione per riscoprire sapori del passato conservati nelle specialità regionali preparate sulla base di ricette della tradizione e che nascondono spesso segreti familiari che le rendono inimitabili

Dalla Cuzzupa calabrese, dolce di antica origine orientale che simboleggia la fine del digiuno di quaresima dove l'uovo sodo al centro di questa golosità è il simbolo della resurrezione alle Scarcelle pugliesi, biscotti decorati, farciti con un uovo sodo, il cui nome potrebbe ricondurre proprio alla necessità di scarcerare l'uovo dal dolce. E ancora in Abruzzo ci sono gli scenografici Cavalli e Pupe, biscotti a base di pasta frolla che ospitano un uovo sodo attorno alla pancia. In Friuli Venezia Giulia invece, specialmente e Trieste - prosegue la Coldiretti - si gusta la Pinza, una sorta di brioche non molto dolce, che si adatta ad essere accompagnata, la mattina di Pasqua da salumi e formaggi oppure da confetture fatte in casa. In Campania spopola la Pastiera, un capolavoro napoletano con ricotta, germe di grano e buccia d'arancio mentre in Lombardia un must è rappresentato dalla Resca che in dialetto comasco vuol dire lisca di pesce proprio perché ha l'aspetto di una grossa pagnotta, sulla cui superficie sono disegnati tagli obliqui posti a spina di pesce. In Piemonte invece - continua la Coldiretti - a Pasqua non si può non gustare lo squisito Salame del Papa, un goloso salame di cioccolato a base di burro, uova, biscotti sbriciolati e nocciole. Nelle case degli Altoatesini a Pasqua è onnipresente un pane pasquale all'anice conosciuto con il nome tedesco di Osterfochaz, mentre in Sardegna - informa la Coldiretti - si trova il massimo dell'eleganza con le Pardulas, stupende e soffici dolcetti a base di formaggio, le più apprezzate o a base di ricotta, più delicate e leggere. Ancora oggi nelle Marche le "vergare" iniziano a impastare le Ciambelle chiamate "strozzose" il giorno della passione di Cristo per farle riposare e cuocere il giorno di Pasqua, così come occorrono due giorni di tempo per preparare in Ciociaria, nel Lazio, la morbida Pigna pasquale che è anche - fa sapere la Coldiretti - il dolce tipico della Resurrezione cristiana in Molise. In Toscana invece regna sovrana la Schiacciata Pisana che è un pane dolce dall'inconfondibile aroma di anice che viene accompagnato dal vin santo tipico della regione. In Umbria immancabile a Pasqua, secondo la mappa Coldiretti è la squisita Ciaramicola un dolce tipico con alchermes, meringa e zuccherini colorati. E in Veneto ci sono le Brassadele, dolci amati dai Veronesi la cui forma ricorda in qualche modo la corona di spine portata da Gesù. Vengono dalla Basilicata - segnala la Coldiretti - le Pannarelle, simili alle scarcelle pugliesi, spesso a forma di treccia e chiuse a cerchio, per evocare l'idea di un cestino pieno di dolci per i bambini. In Emilia-Romagna si degusta il Bensone o Belsòn è uno dei dolci più antichi e tipici della tradizione modenese fatto di una pasta frolla arrotolata e spesso farcito con il "savòr", una marmellata di mosto d'uva.

Nella sfilata dei dolci pasquali regionali della Coldiretti la splendida Sicilia con la Cuddura cu l'ova, antica preparazione pasquale che al suo interno contiene uova sode intere. Le forme della Cuddura - continua la Coldiretti - possono essere diverse a seconda di chi le prepara per esempio le fidanzate la preparavano a forma di cuore per il loro promesso sposo, oppure si modellava a campana per simboleggiare lo scampanio festoso del giorno di Pasqua o ancora a cestino per augurare abbondanza. L'offerta quest'anno - conclude la Coldiretti - si è anche arricchita della prima Colomba 100% italiana ottenuta utilizzando farina di grano "Giorgione" selezionato, coltivato, raccolto e macinato in Italia e zucchero tutto nazionale. 

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Crescono i matrimoni degli stranieri in Italia

I viaggi di nozze con destinazione Italia sono molto ambiti dagli stranieri, un trend in crescita secondo quanto rileva l'Enit in una ricerca dell'Ufficio Studi su dati Banca d'Italia. Le lune di miele internazionali muovono 217 milioni di euro e sono cresciuti del 16,4%. A scegliere l'Italia, magari anche per convolare a nozze, sono soprattutto gli americani con 51,3 milioni di euro, seguiti da brasiliani con 27,9 milioni di euro (+401,2% sul 2016), i giapponesi con 17,5 milioni di euro (108,4% sul 2016), i canadesi con 16,5 milioni di euro e i britannici con 16,1 milioni di euro. Cinque le regioni preferite dagli stranieri, in ordine di spesa maggiore: Lazio, Toscana, Veneto, Campania e Sardegna. Alberghi e villaggi turistici sono ancora preferiti per coronare il sogno d'amore nei quali confluisce il 90,5% della spesa totale dei visitatori stranieri ma sono in crescita case in affitto (+47,6% sul 2016) e B&B (+32,4%). Il periodo prescelto per le nozze segue un andamento stagionale variabile con picchi nel mese di luglio e ottobre (rispettivamente 39 e 34,5 milioni di euro) e con un trend di spesa maggiore nei classici mesi estivi. Le vacanze per i viaggi di nozze sono quindi un prodotto turistico che contribuisce alla destagionalizzazione.

Per il quinto anno consecutivo l'Enit parteciperà il 13 e 14 aprile alla fiera National Wedding Show, allestita all'ExCeL London con un proprio stand di 150 metri quadrati, quest'anno condiviso con 5 regioni: Abruzzo, Lazio, Marche, Umbria e Friuli Venezia Giulia. 

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Fondimpresa, in 15 anni 2,5 miliardi per la formazione

Quasi 2,5 miliardi per la formazione delle imprese, di cui 1,5 miliardi di euro per competitività e innovazione, oltre 80 milioni per sostenibilità ambientale, oltre 700 milioni per salute e sicurezza sul lavoro ed oltre 150 milioni per riqualificare i lavoratori in cig. Sono questi alcuni dei numeri che raccontano i primi 15 anni di Fondimpresa, il Fondo interprofessionale di Confindustria e Cgil, Cisl e Uil nato nel 2004. Quindici anni fa aderivano a Fondimpresa quasi 18mila aziende e 1milione e 300lavoratori, la crescita durate gli anni di attività ad oggi è stata esponenziale arrivando a 196mila 723 aziende aderenti e oltre 4milioni e 600mila lavoratori. 

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Coldiretti: nel mirino di Trump il 50% dell’Italian Food

Nel mirino del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è finita circa la metà (50%) degli alimentari e delle bevande Made in Italy esportate in Usa dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%). E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti che ha inaugurato al Vinitaly una mostra sugli effetti della black list stilata dall'amministrazione statunitense nei confronti dei prodotti europei dazi annunciati in risposta agli aiuti europei all'Airbus, che danneggiano la Boeing alle prese con la crisi scaturita dagli incidenti di cui è stato protagonista il jet 737 Max. Si tratta di una lista per un importo complessivo di 11 miliardi di dollari che comprende anche importanti prodotti agroalimentari di interesse nazionale come - sottolinea la Coldiretti - vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, formaggi come il pecorino, ma anche l'olio di oliva, gli agrumi, l'uva, le marmellate, i succhi di frutta, l'acqua e i superalcolici tra gli alimentari e le bevande colpite. Con i dazi - spiega la Coldiretti - aumenterebbero i prezzi dei prodotti italiani sul mercato americano e sarebbero più competitive le falsificazioni ottenute sul territorio statunitense e quelle provenienti da Paesi non colpiti dalle misure di Trump. Basti pensare che il 99 per cento dei formaggi di tipo italiano in Usa - sottolinea la Coldiretti - sono in realtà realizzati in Wisconsin, California e New York, dal Parmesan al Romano senza latte di pecora, dall'Asiago al Gorgonzola fino al Fontiago, un improbabile mix tra Asiago e Fontina. Ma il problema riguarda tutte le categorie merceologiche come l'olio Pompeian made in Usa, i salumi più prestigiosi, dalle imitazioni del Parma e del San Daniele alla mortadella Bologna o al salame Milano, senza dimenticare i pomodori, come il San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti.


Ma è certamente il vino uno dei settori più colpiti come dimostra la cantina degli orrori aperta dalla Coldiretti al Vinitaly dove sono stati esposti dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco, ma ci sono anche il Barbera bianco e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense che potrebbe sostituire quello Made in italy colpito dai dazi di Trump. Un rischio concreto che riguarda anche per il Prosecco che - spiega la Coldiretti - guida la classifica dei vini italiani più taroccati con le imitazioni diffuse in tutti i continenti dal Meer-secco al Kressecco, dal Semisecco e al Consecco, ma è stata smascherata le vendita anche del Whitesecco e del Crisecco. A spingere i tarocchi - denuncia Coldiretti - sono anche le opportunità di vendita attraverso la rete dove è possibile acquistare da aziende anglosassoni pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette più prestigiose come Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Verdicchio, Lambrusco o Montepulciano. Il valore complessivo delle esportazioni agroalimentari italiane negli Usa è pari a 4,2 miliardi e rappresenta circa il 10% del totale delle esportazioni nazionali che è di 42,4 miliardi nel 2018 secondo una analisi Coldiretti su dati Istat. Il prodotto nazionale più esportato in Usa è il vino con un valore di 1,5 miliardi, con un aumento record del 4% nel 2018. Da sottolineare - afferma la Coldiretti - il continuo incremento delle esportazioni di spumanti italiani che, trainate dal Prosecco, nel 2018 sono ammontate a un valore di 333 milioni con un balzo del 13%. In pericolo - continua la Coldiretti - ci sono anche altri prodotti simbolo dell'agroalimentare nazionale a partire dall'olio di oliva con le esportazioni che nel 2018 sono state pari a 436 milioni ma ad essere minacciati sono anche i formaggi italiani che valgono 273 milioni. Le minacce di Trump arrivano in una situazione resa già difficile - ricorda Coldiretti - per l'agroalimentare Made in Italy dalla Brexit dove l'arrivo di dazi e di ostacoli doganali ed amministrativi potrebbe rendere più difficili le consegne dall'Italia e favorire le importazioni da Paesi extracomunitari. Senza accordo sull'uscita della Gran Bretagna dalla Ue - continua la Coldiretti - si mette tra l'altro a rischio la stessa tutela giuridica dei prodotti a denominazione di origine che, senza protezione europea, rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione. Basti pensare - continua la Coldiretti - ai casi, smascherati in passato, della vendita di falso prosecco alla spina o in lattina fino ai wine kit. Il cosiddetto Italian sounding - conclude la Coldiretti - vale oggi nel mondo 100 miliardi di euro, con un aumento record del 70% nel corso dell'ultimo decennio.

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Def: +133 miliardi di spesa nel triennio 2019-2021

L'impatto finanziario, per il triennio 2019 - 2021, derivante dagli interventi nel campo del Lavoro e delle pensioni e' di circa 133 miliardi. E'quanto si legge nel Documento di economia e finanza. In particolare, "si segnalano gli oneri per l'introduzione del 'Reddito di cittadinanza' e 'Quota 100', i due principali interventi a sostegno dell'occupazione, lotta alla poverta ed esclusione sociale" e "le misure a favore del rilancio degli investimenti pubblici e il Fondo investimenti per gli Enti territoriali".

Più investimenti pubblici, più attenzione alla natalità e alla genitorialità, in modo da invertire il trend demografico negativo e spingere su sviluppo e crescita, cui contribuiranno anche reddito di cittadinanza (+0,2%) e quota 100 (+0,1%). E' quanto si legge nel Documento di economica e finanza, rimasto per giorni al centro del dibattito all'interno nel Governo, ed ora pubblicato nero su bianco dal ministero dell'Economia. Ecco una sintesi con i punti più importanti.

Il testo parte dall'assunto che "le previsioni ufficiali sono e devono essere di natura prudenziale", anche se "il Governo punta a conseguire risultati ben più significativi in materia di crescita economica. In questo quadro prudente, l'esecutivo ritiene che "nel 2020 la nostra economia dovrebbe ridurre il divario di crescita rispetto alla media dei paesi dell'area Euro e alle grandi economie europee come Francia e Germania".

Inoltre, "va sottolineato che la previsione di crescita del Pil per il 2019 è soggetta a rischi al ribasso, legati in particolare all'incertezza riguardante il commercio internazionale, alla minaccia del protezionismo, a fattori geopolitici e a cambiamenti di paradigma in industrie chiave quali l'auto e la componentistica".

Come richiesto dalla Lega, e accordato dal M5S, il documento spiega che "si intende inoltre continuare, nel disegno di Legge di Bilancio per il prossimo anno, il processo di riforma delle imposte sui redditi ('flat tax') e di generale semplificazione del sistema fiscale, alleviando l'imposizione a carico dei ceti medi". Si sottolinea, comunque, che tale processo avverrà "nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti in questo documento".

Nell'accordo di fine anno con la Commissione Europea, il Governo aveva indicato una previsione di indebitamento netto per il 2019 pari al 2 per cento del Pil. La Legge di Bilancio contiene una clausola che, in caso di deviazione dall'obiettivo di indebitamento netto, prevede il blocco di due miliardi di spesa pubblica. Sulla base delle nuove previsioni pubblicate in questo documento, "tale scenario appare ora probabile", scrive il Governo, che "attuerà pertanto tale riduzione di spesa". 

Secondo il documento, il Reddito di cittadinanza dovrebbe innalzare la crescita del Pil reale di 0,2 punti percentuali sia nel 2019 che nel 2020. Le modifiche al sistema previdenziale, con Quota 100, avrebbero un effetto neutrale quest'anno e aumenterebbero invece la crescita di 0,1 punti percentuali nel 2020. Nel triennio 2019-2021, nell’area ‘Lavoro e Pensioni’, risultano maggiori spese complessive per circa 133 miliardi.

Proprio per l'attivazione riduzione di spesa prevista dalla legislazione vigente, dalla legge di Bilancio (e, quindi, non costituisce una 'manovra' aggiuntiva, sottolinea il Mef), il deficit di quest'anno è stimato al 2,4 per cento del Pil. In termini strutturali, ovvero al netto dell'andamento ciclico e delle misure temporanee, questo risultato darebbe luogo a una variazione dell'indebitamento di solo -0,1 punti percentuali. Tenendo conto della flessibilità concordata con la Commissione europea in relazione a spese straordinarie per il contrasto dei rischi idrogeologici e interventi straordinari sulle infrastrutture, nonché del livello negativo dell'output gap, il risultato di quest'anno rientrerebbe nei limiti del Patto di Stabilità e Crescita (Psc).

Non si nasconde, comunque, che la prossima legge di Bilancio "richiederà l'individuazione di coperture di notevole entità", che per il momento non vengono individuate con chiarezza. Ci si limita a sottolineare che "la legislazione vigente in materia fiscale viene per ora confermata", che prevede tra l'altro l'aumento dell'Iva per 23 miliardi. Ci si impegna a "definire le misure alternative di copertura e di riforma fiscale nel corso dei prossimi mesi.

Si prevedono "aumenti aggiuntivi delle entrate nel 2021 e nel 2022, che deriverebbero principalmente da misure volte a rafforzare il contrasto all'evasione fiscale". Inoltre, verrà "attuato un programma di revisione organica della spesa pubblica". Si prevede poi un aumento degli investimenti pubblici nel prossimo triennio, che dal 2,1 per cento del Pil registrato nel 2018 si porterebbero al 2,6 per cento del Pil nel 2022. 

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Gradimento Governatori, ‘vince’ Zaia

E' il presidente del Veneto Luca Zaia il vincitore del Governance Poll 2019, cioe' la classifica sul gradimento degli amministratori stilata dall'Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore e pubblicata oggi dal quotidiano economico. Zaia realizza il 62%, con un incremento dell'11,9% rispetto al giorno delle elezioni e raggiunge livelli inaccessibili per gli altri presidenti di regione. Al secondo e terzo posto altri due governatori della Lega: il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga medaglia d'argento con il 51,1%, e medaglia di bronzo al lombardo Attilio Fontana (49,2%). Per Zaia non e' la prima volta che e' incoronato dal Governance Poll come il Presidente con il maggiore consenso. Fuori dal podio ancora altri due esponenti del centrodestra neo eletti nel corso dell'ultimo mese. Si tratta di Marsilio (48%) presidente della regione Abruzzo e Solinas, (47,8%) della Sardegna. Il primo presidente di centrosinistra e' Stefano Bonaccini, della Emilia-Romagna, con il 44,2%, anche se cala del 4,8% rispetto alla sua elezione; segue Enrico Rossi della Toscana che si stabilizza al 42,6% (-5,4%). Il presidente della Liguria Toti si piazza ottavo, subito dopo con il 39,2% (+4,8%), seguito immediatamente dal governatore del Lazio Zingaretti che conquista il 38,8% ma con un incremento del 5,9%. Sono solo tre i Presidenti che aumentano consenso: Zaia, Toti e Zingaretti. Il sondaggio e' stato effettuato su 16 Regioni durante il mese di marzo 2019, quindi ad esclusione del Trentino e Valle d'Aosta in quanto non c'e' l'elezione diretta, della Basilicata che ha votato solo 15 giorni addietro e del Piemonte che e' chiamato alle urne il prossimo 26 Maggio. 

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